Prima dell’arrivo degli elettrodomestici moderni, la preparazione di salse, zuppe e bevande richiedeva strumenti manuali come mortai e pestelli. Solo agli inizi del Novecento, con lo sviluppo dei primi motori elettrici da cucina, cominciarono a comparire gli antenati dei frullatori che conosciamo oggi.
1922: l’invenzione del primo frullatore moderno
Il vero punto di svolta avvenne nel 1922, quando Stephen Poplawski, proprietario della Stevens Electric Company a Racine, Wisconsin, ideò il primo frullatore con lama rotante alla base di un contenitore. Questa innovazione serviva inizialmente per miscelare drink e malts nei locali americani, rendendo il processo molto più veloce rispetto alle tecniche manuali.
Gli anni ‘30 e la commercializzazione di massa
Negli anni ’30, figure come Fred Waring entrarono nella scena collaborando con ingegneri come Frederick Osius e promuovendo un modello chiamato Waring Blendor. Questi frullatori iniziarono a diventare un simbolo di modernità nei bar e poi nelle prime cucine domestiche.
Dagli anni ‘50 alla cucina di ogni giorno
Con l’evoluzione dei materiali e dei motori elettrici, i frullatori degli anni ’40 e ’50 incorporarono design più compatti e potenti. Nel 1950, venne brevettato anche il primo frullatore a immersione in Svizzera, chiamato Bamix, che permetteva di frullare direttamente nel contenitore di cottura
Design, funzionalità e cultura pop
Nel corso dei decenni, il frullatore si è evoluto non solo in termini di tecnologia (più velocità, più lame, nuove funzioni), ma anche come oggetto di design: i colori vivaci e le forme iconiche degli anni ’60 e ’70 sono oggi pezzi ricercati dagli amanti del vintage. Un frullatore come il Homelight giallo di Il Mercatino dei Ricordi non è solo un elettrodomestico, ma anche un oggetto che racconta un’epoca.
Perché il frullatore è importante oggi
Oggi il frullatore è uno strumento insostituibile nelle cucine moderne: dalla preparazione di smoothie salutari alla realizzazione di zuppe vellutate e salse complesse. La sua evoluzione riflette i cambiamenti nei gusti culinari, nella tecnologia domestica e nell’estetica degli oggetti d’uso quotidiano.